PizzaPress e Apes vicine ai pizzaioli!

Uniti in tempo di pandemia:

una raccolta firme per far sentire la nostra

voce!

Non possiamo arrenderci, non possiamo fermarci, perché è il nostro lavoro, perché è la nostra passione, perché è la nostra vita.
Il lavoro è dignità e mai come in questo momento dobbiamo fare fronte comune perché l'emergenza sanitaria non porti alla rovina il lavoro di una vita.
APES, insieme ad altre Associazioni di categoria, si sta mobilitando per far sentire la nostra voce, nel rispetto delle regole.
Il primo passo è questa raccolta firme
"Recuperiamo l'Italia subito!",
partita durante le festività natalizie e che vi proponiamo accompagnandola con le parole del Presidente Walter Botrugno

http://chng.it/qtNPcRH4

(fai sentire la tua voce, firma anche tu cliccando il link qui sopra)

Il secondo passo, altrettanto importante sarà la

conferenza stampa organizzata a Roma per il 23 febbraio p.v.

"Cari associati,
torno a rivolgermi a voi rinnovando gli auguri per questo nuovo anno. Ma entro subito nel merito aggiungendo che il 2021 diventerà davvero l'anno del rilancio se contribuiremo tutti, in prima persona, a questo obiettivo. Titolari e dipendenti delle nostre pizzerie, senza eccezione alcuna: per aggiornare un vecchio adagio alla nostra situazione attuale, SOLO l'unione fa la forza.
Se ne sono resi conto anche i colleghi aderenti ad altre associazioni di categoria che, come sapete, da un mese hanno aderito in massa e con entusiasmo alla nostra iniziativa di un comitato unitario per portare avanti le istanze del nostro settore.

Ne abbiamo acquisito consapevolezza tutti, nei giorni scorsi, quando ci siamo trovati unanimemente d'accordo nel criticare l'operazione "Io apro", da cui abbiamo preso le distanze per due motivi: prima di tutto perché ha diviso categoria e operatori, favorendo scelte soggettive e isolate che hanno danneggiato l'immagine dell'intero settore; e poi, soprattutto, perché ha lanciato una sfida alla legalità ignorando che l'obbligo di chiusura è dettato dall'emergenza sanitaria.

Noi invece quest'obbligo lo capiamo: ci costa molto caro, ma rispettiamo le norme e gli obblighi imposti dalla pandemia.
Capiamo però anche le motivazioni dei colleghi esasperati dalla situazione. E proprio per questo crediamo che la nostra lotta non vada portata avanti sul terreno della protesta fine a se stessa o della contestazione di regole dettate dalla salute pubblica, bensì sul terreno economico: la nostra categoria ha bisogno di sostegno e di risorse, di agevolazioni e riforme a medio-lungo periodo.

Oggi più che mai ci serve programmazione: i puntelli "una tantum" come i ristori rappresentano un aiuto minimo, ma soprattutto momentaneo. Non bastano certo ad alimentare i beni più preziosi per la nostra categoria: la speranza, la voglia di costruire per le nostre famiglie e le generazioni dopo la nostra che vorranno abbracciare la nostra professione.

Una professione che sa rinnovarsi quando l'entusiasmo dei più giovani si innesta sull'esperienza dei "capelli bianchi": così ci piace definire il lavoro di chi, come noi, matura nel tempo le proprie capacità lavorative ed è più che mai deciso a guardare ancora avanti a sé per garantire un domani alla sua professione e a chi la svolge quotidianamente.

Oggi, finalmente uniti e consapevoli che la gravità della situazione può essere trasformata in opportunità per il futuro, dobbiamo quindi rivolgerci al Governo e alle istituzioni ponendo con chiarezza dei punti fermi per il rilancio del nostro comparto. Chi ci governa deve percepire innanzitutto la gravità della nostra situazione, perché solo così comprenderà anche l'urgenza di riformare fisco e burocrazia dando finalmente delle certezze al nostro lavoro. Le istituzioni, a tutti i livelli, dovranno anche prendere finalmente in considerazione quanto "pesa" il nostro comparto per il Paese: non solo in termini di occupazione e di fatturato, ma anche di cultura, di tradizione e di innovazione.

A questo punto, ne sono sicuro, il programma di riforme da noi promosso non dovrebbe più incontrare ostacoli. Ne avevo già tratteggiato i punti salienti nell'ultima comunicazione a tutti voi. Ve li riassumo brevemente:

creazione di un fondo per il risanamento delle partite Iva con tassi di interesse agevolati;
semplificazione della burocrazia;
ricalibratura dei ristori economici; riforma fiscale.

dichiarare immediatamente il 2020 ANNO BIANCO FISCALE, con blocco delle cartelle esattoriali da parte dell'Agenzia delle Entrate, sanabili in accordo.

Lasciatemelo dire: dobbiamo sperare che un giorno saremo orgogliosi di pagare le tasse perché il fisco sarà equo e i servizi saranno degni di questo nome. Per questi obiettivi, sin d'ora, dobbiamo lavorare tutti insieme.
A questo proposito. vi ricordo che abbiamo anche promosso una raccolta di firme per sostenere il nostro programma. Ripeto: una raccolta di firme. Non una sottoscrizione di denaro: non è richiesta e non sarà accettata alcuna donazione. Più che mai gradita, invece, una bella firma il calce alle proposte della nostra petizione "Recuperiamo l'Italia subito".

Vi preannuncio inoltre una conferenza stampa a Roma, il 23 febbraio p.v., con i presidenti di tutte le associazioni aderenti al comitato per fare il punto della situazione e avviare concretamente le nostre iniziative.
E' mia intenzione comunicare poi l'esito di quest'incontro a tutti voi attraverso assemblee regionali (online, se non sarà possibile riunirsi fisicamente), durante le quali avremo modo di discutere più approfonditamente i nostri problemi. Vi confesso che non vedo l'ora di incontrarvi, perché vorrei tanto potervi coinvolgere tutti attivamente sia nell'organizzazione dei nostri meeting che in tutte le altre iniziative che abbiamo in cantiere.

Nell'attesa di poterci sentire, allora, lasciate che vi saluti cordialmente tutti rinnovando i miei migliori auguri di buon anno.

Il Presidente APES Walter Botrugno"

Vuoi leggere anche la lettera che il Segretario generale Apes ha scritto per accompagnare l'inizio della raccolta firme?
Clicca qui

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