Bruno Tosi: l’arte e i sapori

L’8 gennaio 2017 Bruno Tosi, il pittore e mosaicista che per un ventennio ha seguito la nostra associazione nei suoi eventi in Italia e all’estero, compie 80 anni.

A lui abbiamo creduto giusto dedicare il rinnovamento di Pizzapress e con lui illustrare, attraverso le sue innumerevoli opere, le tante rubriche a cui daremo vita.

Personalmente ho conosciuto Tosi un po’ per volta, durante le tante iniziative che abbiamo realizzato insieme e in cui era protagonista la pizza.

Bruno aveva incontrato Antonio Primiceri, mio marito e presidente dell’APES, partecipando alle iniziative di Armando e Lella Bergamasco: complice sempre la buona tavola e il buon bere.

Erano gli anni ottanta e Bruno affabile, garbatamente estroso ed estroverso, amabile intrattenitore, conquistava sempre ospiti e partecipanti divenendo indiscusso protagonista delle serate.

Dedicava sempre una sua opera all’ospite di casa, dal Barone Ricasoli al Sindaco di Napoli, dal presidente dell’APT di Madonna di Campiglio all’assessore di Civitanova Marche, generoso d’animo e prodigo nell’arte in ogni occasione coglieva uno spunto per interpretare e ricordare l’evento con un mosaico, una tela, uno schizzo…

Per molti anni partecipò agli eventi dell’associazione e molti sono i locali pizzeria e i pizzaioli che espongono con orgoglio le sue opere ricevute in premio.

Ma si rivelò attento commentatore nella Cultura dell’Arte Bianca quando ricercò e produsse per la redazione di Pizzapress tutta una importante serie di opere, da Leonardo o Monet, da Giotto a Salvador Dalì, da Pietr Brugel il Vecchio a Jan Vermeer, pubblicando una attenta critica sulle pagine del giornale.

Come dicevo l’artista l’ho conosciuto un po’ per volta ma la sua sensibilità e umanità non avevano bisogno di essere conosciute: l’impatto era diretto e forte e denso di messaggi, timidamente poco espressi mentre i suoi occhi non smettevano di parlare.

Le sue mani senza pennello sfidavano l’aria continuamente, mai ferme, cercando in chi gli stava accanto un contatto, un affetto, come a volersi rassicurare che queste mani sapessero fare altro oltre che creare immagini e sogni.

Invero Tosi possedeva uno spirito tanto tragico quanto comico: di fronte ad un evento o un fatto drammatico sapeva con un guizzo coglierne uno spunto ridanciano, quasi a volersi scusare di aver in qualche modo disturbato l’armonia del momento fra i presenti. Oppure dinnanzi ad un momento di scoramento sapeva riprendere il sorriso ammiccando una battuta che scioglieva la tensione fra gli astanti. Imprevedibile e affascinante, riservato e allo stesso modo e tempo un guitto nella compagnia.

Egli dipinge e sogna nello stesso tempo, lasciando che il sogno si formi dentro di lui. Si chiude dentro di sé come un riccio, richiamandosi a tutte le passate sensazioni ed emozioni finché, giunto il momento propizio, esplode e l’esecuzione dell’opera avviene rapidamente e freneticamente.

Il traguardo di vita raggiunto lo vede sereno, appagato ma desideroso di raccontarsi per non disperdere nel nulla i sentimenti veri che ha vissuto, aiutando chi l’ha amato a capirlo di più.

I freddi calcoli della ragione non hanno presieduto alla sua nascita, chi sa quando nella profondità dell’anima dell’artista ha avuto inizio l’opera, forse … inconsciamente. E così Tosi anticipa in larga misura alcuni aspetti fondamentali della pittura di oggi. Tosi sa nel suo intimo di essere nuovo e che al tempo stesso esprime il futuro di un’arte nuova e da rivivere.

Baudelaire disse: che cos’è l’arte pura secondo la concezione moderna? E’ la creazione di una suggestiva magia che contiene simultaneamente l’oggetto e il soggetto, il mondo esterno dell’artista e l’artista stesso.

 

Maria Teresa Bandera

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