Breve viaggio nel mondo della celiachia (parte I)

Il mondo della ristorazione in questi anni ha dovuto affrontare diverse sfide, alcune intrinseche al mondo degli esercizi pubblici (turn over dei locali, crisi economica, qualità dubbia di molti locali economici) ed altre dettate dalle mode. Le sfide più insidiose sono quelle legate all’alimentazione, regolarmente salgono sul banco degli imputati alimenti o ingredienti del tutto innocui se non addirittura salutari, esempio ne è la polemica sull’olio di oliva, la crescita di abitudini vegane e, non ultima la paura delle intolleranze!
Il proliferare di allergie e intolleranze è diventata quasi una moda, basta un gonfiore di pancia in serata che si sospetta di essere intolleranti al glutine…
Sempre più spesso, infatti, si parla di celiachia e sempre più spesso in maniera sbagliata.

In realtà la celiachia è un’intolleranza alimentare davvero seria tanto che il ministero della salute presenta annualmente una relazione specifica, l’ultima pubblicata a gennaio 2018 ha calcolato che il numero teorico dei celiaci si aggiri intorno ai 600.000, contro i quasi 200.000 ad oggi diagnosticati.

Ma cos’è precisamente questa malattia? Si tratta di una patologia che interessa l’apparato digerente e che danneggia l’intestino tenue interferendo con l’assorbimento dei nutrimenti presenti negli alimenti. Chi è celiaco è intollerante al glutine, sostanza proteica contenuta nella maggior parte dei cereali che provoca una reazione immunitaria abnorme da parte dei linfociti presenti nei villi intestinali che ricoprono l’intestino tenue. Ciò comporta malnutrizione, lesioni alle pareti dell’intestino con sintomi come diarrea, vomito, dolore intestinale…e gonfiore.
Ma attenzione, rinunciare al glutine senza una precisa diagnosi priva l’organismo di alimenti importanti, non facciamoci influenzare da false informazioni e da mode alimentari che si rivelano spesso rischiose.
D’altra parte di fronte ad una diagnosi di reale intolleranza è bene sapere che non si è costretti a rinunciare alla propria vita sociale, certamente ci si deve informare su quali locali sono davvero preparati sull’argomento.
Troppo spesso di fronte ad un cliente che si dichiara celiaco la domanda è “qual è il suo livello di celiachia?” non esistono “livelli”, d fornite ad una domanda del genere l’unica soluzione è cambiare locale.
Grazie all’AIC (Associazione Italiana Celiaci) è sempre più facile individuare ristoranti, pizzerie e locali garantiti.

Con il progetto Alimentazione Fuori Casa l’AIC vuole aiutare i celiaci a vivere una realtá il più serena possibile, continuando a regalarsi serate piacevoli anche fuori casa senza la preoccupazione della propria patologia.
Per questo ha controllato e “istruito” centinaia di esercizi per creare un data base che possa supportare i celiaci nella “lotta per la quotidianità”.
Attenzione però, non fidatevi di vetrofanie magari vecchie e non rimosse dai nuovi incoscienti proprietari, l’elenco locali accreditati, controllati e garantiti è solamente quello riportato e costantemente aggiornato sul sito AIC o sulla APPMobile.

Ma un alimento come la pizza può davvero superare la prova qualità in gusto, croccantezza e sapore?
Ebbene si! Il prossimo articolo dedicato parlerà proprio di questo, non perdetelo!

Cerchi occasioni per approfondire l’argomento? Continua a seguirci sul giornale e soprattutto…

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