Pizza e patologie, due mondi che possono convivere!

Ormai quando si parla di pizza e patologie si pensa alla celiachia ma questa non è la sola patologia su cui la pizza può avere un impatto negativo, il nostro alimento principe ha un impatto negativo anche sul diabete.
Ricca di carboidrati e con un alto tasso di zuccheri nell’impasto la pizza non può essere un alimento abituale per chi ha problemi di glicemia.
Le regole generali dei medici e dei nutrizionisti sono di mangiarne una piccola o mezza una volta alla settimana, meglio se integrale e con farciture leggere come verdure o funghi. Questo regime non è sicuramente facile per chi ne è goloso o per i più piccoli…ma diversi studi stanno cercando di capire la vera incidenza di questo alimento sulla curva glicemica.

A questo proposito è giusto segnalare due studi a riguardo.

Un primo studio da sottolineare é internazionale e condotto su 30 piccoli pazienti.
Organizzato dal Centro regionale di Diabetologia pediatrica G. Stoppoloni dell’Azienda Ospedaliera Universitaria dell’Università Luigi Vanvitelli, diretta dal prof. Maurizio Di Mauro, con il team medico guidato dal dott. Dario Iafusco, cui si è affiancato il prof. Ohad Cohen, dell’Università di Tel Aviv, uno dei più grandi esperti di tecnologie applicate al diabete che ha seguito e controllato le varie fasi dell’esperimento.
Sono state preparate, da maestri pizzaioli, le pizze per due gruppi di bambini (un gruppo assegnato a pizze con lievitazione lenta, l’altro con quella veloce) stando attenti a utilizzare, al grammo, la stessa quantità di ingredienti per ogni “margherita”.
“Abbiamo controllato i livelli di glicemia per l’intera notte successiva” ha spiegato Iafusco, “e abbiamo verificato che i bambini che hanno mangiato la pizza a lenta lievitazione hanno avuto un andamento glicemico stabile, mentre per chi ha mangiato pizza con lievitazione veloce si è registrata una variabilità glicemica molta elevata”.
“Ci voleva la passione e la determinazione degli amici pediatri, ovviamente di Napoli, coordinati dai dottori Dario Iafusco e Angela Zanfardino” ha chiosato ancora Di Bartolo, “per dare una risposta a questa istanza, suggerire una possibile soluzione e permettere finalmente anche ai bambini – oltre che agli adulti – con diabete di non rinunciare ad un piatto unico e irresistibile della tradizione culinaria del nostro paese”.

Uno studio in via di realizzazione, invece, è “Pizza e diabete: si può?” legato ad un progetto ideato da Ciripizza con la collaborazione del gruppo NefroCenter Research e il professor Sandro Gentile dell’Azienda ospedaliera universitaria “Luigi Vanvitelli”.
Verranno attuati test su 50 pazienti diabetici collegati a micro infusori per misurare la glicemia in tempo reale mentre mangiano pizza.
Tre gli appuntamenti (19 e 26 novembre e 3 dicembre) in programma presso il locale in via Conforti 16 a Salerno, con test su pazienti diabetici collegati a micro infusori per misurare la glicemia in tempo reale mentre mangiano.
Inizialmente l’esame riguarderà 50 persone. Verranno analizzate le reazioni alla pizza con pizza farina 00, con farina integrale di frumento ed infine un mix farine a basso indice glicemico.
A chi parteciperà alle serate verranno fatte degustare pizze della tradizione classica, senza tralasciare sapori e gusto.
«Le prime prove ci stanno portando a decidere i prodotti da scegliere e che risultano indicati a persone alle prese con queste patologie mediche – conclude il pizzaiolo di Ciripizza – In un certo senso con la pizza integrale antiossidante che facciamo da anni siamo già abituati. Stesso discorso vale per l’universo delle pietanze senza glutine»

 

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