Che storia la storia della pizza

Pizza, piatto nato povero e su cui oggi tutti mettono le mani, a impastare e diffondere notizie come oracoli.
A ricostruire la storia delle sue origini ci hanno lavorato in tanti, bei nomi di giornalisti e scrittori, archeologi e filosofi, storici e critici gastronomici, dalle origini del nome (intraducibile in tutto il mondo) a che cosa fosse o non fosse pizza.
Si ha un bel codificarla, ma ognuno la fa come vuole, aggiungendo o togliendo ingredienti, farciture, tempi di lievitazione in testa.
Intanto, a macchia d’olio la fama e il successo della pizza si diffonde senza confini.
Nessun altro piatto, o prodotto, o elaborato o cibo che sia, ha una storia così insostenibilmente indefinita.
Ognuno racconta, comunica, annuncia quello che vuole e…crea inevitabilmente attenzione e interesse, in parole povere: pubblicità!

E’ un fenomeno irrefrenabile, non c’è scampo, dai napoletani che raccontano versioni infinite del loro stra-amato piatto e poi lo preparano nel rispetto della migliore creatività e “vulcanità” locale, al di là di marchi e certificazioni irrispettate e irrispettabili. Fedeli tutti al famoso detto: “Fai quello che dico e non quello che faccio.”
You-tube, Instagram, Facebook diffondono a rotta di collo notizie e foto che vanno al di là del buon gusto e rasentando l’assurdo: le immagini delle pizze sono quasi sempre allucinanti, bruciate, scomposte, farcite in modo approssimativo e senza buon gusto, che tutto provocano meno la voglia di addentarle.

Le notizie vagano dalla banalità, dal pizzaiolo che inventa la consegna a domicilio a chi si mette a fare le pizze in mongolfiera, con televisive puntate di sfida ai forni, tutti a declinare regole e diktat di ultima generazione. Si perché nel frattempo i prodotti, in primo piano la farina, non sono più i prodotti semplici di una storia semplice, mix e miglioratori, lieviti innovativi (ma sempre sotto il nome della più antica tradizione), surplus di farciture che fanno sembrare questo piatto sempre più ala versione americana, si intrecciano e confondono operatori e consumatori.
Personalmente, seguendo questo settore da ben 37 anni, non ho visto il miglioramento nella qualità, ho visto lo sviluppo della comunicazione e del protagonismo individuale del pizzaiolo farsi sempre più arrogante.
Se questo sistema fosse stato attivo quando uno sconosciuto pizzaiolo ha messo il pomodoro per la prima volta sulla pizza allora sì che avremmo potuto gridare al miracolo.

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