USA, la patria adottiva della pizza?

Inutile negarlo, gli americani sono innamorati della nostra pizza da tempo immemore e non hanno perso tempo a “farne un prodotto tipico”, un esempio? L’ormai famosa pizza prosciutto e ananas, i tanti franchising mondiali, i sistemi più evoluti per la consegna a domicilio…ma andiamo con ordine

La storia della pizza in America non è affatto breve: arrivata nel nuovo mondo con i primi flussi migratori nella seconda metà dell’ottocento, in meno di cento anni è stata rivisitata e omologata ai gusti statunitensi.

Dopo il successo della pizza “Neapolitan Style”, lanciata dall’immigrato Gennaro Lombardi nel 1905 a Spring Street, nel cuore di Little Italy, già nel 1958 i fratelli Dan e Frank Carney fondano Pizza Hut a Wichita, Kansas, attualmente la sede è a Dallas e vanta più di 13000 ristoranti in oltre 110 paesi nel mondo. I suoi primati? È la più grande catena di pizzerie negli Stati Uniti e la prima di franchising ad aprire in Iraq.

Poi arriva Domino’s Pizza, nel 1960. Questa volta il paese di origine dei fratelli Tom e James Monaghan è il Michigan, oggi il marchio ha più di 11000 pizzerie in 70 paesi e vanta una delle più avanzate tecnologie per l’Home Delivery.
“Solo” 4700 pizzerie di cui 2600 negli USA, invece, sono quelle di Papa John’s Pizza, la terza catena di pizzerie statunitensi. Nata nel 1984, oggi serve ben 30 paesi.

L’amore per questo piatto è tale che ormai si può praticamente parlare di “pizza americana”: più ricca, più condita (per i nostri gusti anche troppo), con molti più ingredienti su un solo disco…insomma un’altra cosa!

Ma tant’è che oggi in America potete trovare la Pizza New York Style, da mangiare con le mani, per strada come tutti i combat food che si rispettino, ben diversa dalla Chicago Style, con la crosta più simile ad una torta salata, o dalla New Haven Style del Connecticut, di forma oblunga, molto croccante e spesso servita su fogli di carta da forno, che non ha nulla a che vedere con la California Style dai fantasiosi topping, come l’avocado (beh, se ci sta bene l’ananas…), o con la pizza con la salsa di pomodoro dolce e dalla crosta alta così come la vuole la Philadelphia Tomato Pie.

Insomma il museo della pizza di New York aperto lo scorso anno ha fatto scalpore ma forse è solo l’ultima mossa che l’America fa per impossessarsi della nostra benamata!

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