Tradizione e Innovazione: da che parte stiamo?

Come in migliaia di cose, dalla moda alla ricerca, dal cibo alla stessa morale umana, il dibattito rimane sempre nebulosamente immerso su cosa sia meglio: tradizione o innovazione?

Alcuni esempi flash: un tempo erano i non fumatori a dare fastidio, nelle riunioni come nei locali pubblici, quando si lamentavano per il fumo delle sigarette, ora sono messi alla berlina i fumatori; i gay e i trans si nascondevano mentre oggi si esibiscono con orgoglio. E poi: lo zucchero fa male, lo zucchero è indispensabile; i tacchi alti sono ultra-femminili, i tacchi alti fanno camminare le donne come delle oche…

Occupandomi di pizza da quarant’anni negli anni ne ho viste tante, prima fra tutte la memoria, corta e labile, sempre. E quando qualcuno cerca di far riemergere i fatti e la vera prima storia viene visto con fastidio, come un personaggio obsoleto.

E’ nella natura umana comportarsi così, come i figli che contestano inevitabilmente i genitori, salvo dar loro ragione quando l’esperienza vissuta li riconduce ad una miglior riflessione.

Osservare l’orgoglio che oggi emanano i pizzaioli fa piacere, hanno superato tabù e ottusità nel settore e nell’immagine professionale. Ma è giusto guardarsi indietro e ricordare sempre con riconoscenza e affetto i tanti pionieri che hanno aperto la strada alle nuove generazioni. E che hanno indicato i primi principi dell’arte.

Così è che appunto dopo quarant’anni, come sempre ho fatto, ho ordinato una pizza “Napoli” per me la più gustosa e completa, scoprendo all’improvviso, navigando sul web, che molti pizzaioli la fanno senza … mozzarella. Ma dove ho vissuto sino ad ora? Non l’ho mai saputo eppure credevo di sapere tutto sulla pizza. Sono sconcertata. Posso capire che all’estero si divaghi e si imiti ma che in Italia, in ogni caso patria indiscussa della pizza, si cambino le pizze storiche a piacere, no, parliamone per favore! Non si può fare!!!

Sono cinque o sei le storiche vere pizze, almeno quelle lasciamole in pace, per favore! Poi innovatevi, fate pure la pizza con farina di mais e continuate a chiamarla pizza, ma la Margherita, la Marinara, la Napoli, il Calzone e la Capricciosa lasciatele stare, sono vere e proprie pietre miliari nella storia della pizza, non confondiamo ulteriormente i gusti e le idee ai nostri clienti e consumatori.

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