L’ingombrante presenza del food in TV

Ebbene si, a tutto si può rinunciare ma non a mangiare, anche in tempi di crisi la gente mangia, e l’interesse per il cibo non si estingue, da diverso tempo, poi, è arrivato in televisione.

Ma se è vero che il grande exploit è arrivato nel 2009 con il Boss delle Torte USA, format subito approdato in Italia, è anche vero che la televisione italiana ha da sempre dedicato uno spazio importante alla cultura gastronomica del Bel Paese.

Era solo il 1956 quando, Mario Soldati (inventore del “reportage enogastronomico”) fu ideatore, regista e conduttore dell’inchiesta tv trasmessa dalla RAI “Viaggio lungo la Valle del Po, alla ricerca dei cibi genuini”. Programma che, di fatto, decretò la nascita del giornalista enogastronomico. Poi ancora nel 1971 Ave Ninchi trasforma il programma “A tavola alle 7” in un antisegnano de “La Prova del Cuoco”, di Antonella Clerici. Molti sono i programmi del filone nati in quegli anni, ad esempio: “Agricoltura domani” e “La tv degli agricoltori” (1955) insieme al programma “A come agricoltura” (1970) confluiscono, nel 1981, nel programma rotocalco di Federico Fazzuoli “Linea Verde”.

Tornando agli anni della globalizzazione e dei format che attraversano l’oceano, in TV vediamo un susseguirsi di chef rinomati e/o stellati che offrono il volto e il personaggio a programmi come “Hell’s Kitchen” o “MasterChef”, che passa entrambi gli oceani: Pacifico e approda in Australia ed Atlantico giungendo fino in Italia.

Ma non si trovano solo ricette, i media si concentrano anche sul rapporto che abbiamo con il cibo ed ecco che vanno in onda “Orrori da Gustare”, “Man VS Food”, “Unti e bisunti”, “Cucine da Incubo”…contrapposti a “Vite al Limite” e ai programmi che lottano (forse o semplicemente sfruttano) contro l’obesità giovanile: “teenager in crisi di peso”, “Adolescenti XXL”, “Tesoro, salviamo i ragazzi”.

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