Pizzaiolo, una professione per un futuro migliore

Da molti anni l’Associazione Pizzaioli e Similari è stata coinvolta da Enti e Regioni nei progetti formativi realizzati nelle Case Circondariali, portando sempre a termine non solo il percorso didattico ma anche la fase di reinserimento nel mondo del lavoro.
Dalla Sicilia alla Calabria all’Emilia Romagna alla Lombardia, il programma si è rivelato vincente motivando ed entusiasmandone i partecipanti. Non è facile, e nemmeno immaginabile, sapere cosa voglia significare uscire dalla porta principale dopo aver scontato una pena, magari dopo alcuni anni, trovando un mondo diverso da quanto si era lasciato.
In quasi tutti i casi queste persone subiscono un profondo shock affettivo e morale affrontando gravi difficoltà di reinserimento: trovare lavoro e ottenere fiducia, se già è difficile per coloro che non hanno affrontato il carcere, immaginate per quelli che lo hanno vissuto!

La voglia di riprendere in mano la propria vita magari c’è ma ci troviamo in un mondo che ormai ha paura di tutto, come si dice, anche delle ombre, paura della violenza, del rifiuto, difficoltà che non è facile superare da entrambe le parti.
Uno di questi corsi si è concluso alla Casa Circondariale di Ravenna a fine marzo, un corso organizzato dal Comune di Ravenna, sostenuto dai Lions, sotto il coordinamento della direttrice dottoressa Carmela De Lorenzo e della educatrice Daniela Bevilacqua.
In particolare, a Ravenna è la quinta edizione, a conferma dei buoni risultati ottenuti. Istruttore del corso Wanda Soleri, vice presidente A.P.E.S., supportata dal Oscar Magnani presidente dell’Associazione di volontariato della provincia di Ravenna, “Il Paese”.

Da sempre la professione di pizzaiolo è stata una grande opportunità di lavoro e di reinserimento, per giovani e meno giovani, malgrado le mode e le tendenze è un cibo sempre richiesto e diffuso, che non soffre la crisi, anzi, si conferma una costante crescita ad alti livelli di immagine.
Ennesima riprova che l’arte del pizzaiolo è equiparata alla figura più ridondante del cuoco e per la quale è sempre viva l’attesa di vedere presto confermata la qualifica professionale italiana.

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