Pizza Romana

Riprendo con piacere una notizia di qualche mese fa con molto importante e che per il nostro settore significa ancor di più: il lancio-rilancio della pizza romana. Sto parlando di un prodotto che ha fatto la differenza e ha creato un bell’antagonismo con la napoletana. La romana è più leggera, più larga ma soprattutto scrocchiarella, ovvero sottile e croccante.

Per un certo periodo pizza alla romana era proprio il sinonimo per definire la pizza moderna, quella che si stava diffondendo al Nord, quella che si stava adattando ai gusti e alla dietetica del cliente che voleva gustare qualcosa che non restava propriamente sullo stomaco ma che si digeriva più facilmente.

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Ora i romani alzano la testa, benvengano queste idee piuttosto che promuovere tante inutili novità: questa è storia vera, come è storia la pizza pugliese, la pizza ligure, la siciliana, ogni Regione, e la nostra Associazione A.P.E.S.  lo ha sostenuto dalla sua fondazione nel 1981, ha le sue specialità legate ai prodotti del territorio, dalle farine all’olio ai formaggi … e quando successivamente, nel 1984, è stata fondata l’associazione verace pizza napoletana si era auspicato che ogni Regione proponesse la propria. Abbiamo perso tempo e i napoletani sono andati avanti, giustamente, il business prima di tutto, ma qualcosa si può ancora fare. Scavando nella memoria e nei ricordi di vecchie abitudini, la cucina il pane e la pasta sono sempre in primo piano. Un  po’ di orgoglio per le proprie origini dà un valore e un piacere alla vita e al lavoro che facciamo.

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