La voce del nostro Presidente

La conferenza di presentazione

 

Vi riproponiamo uno stralcio della sua missiva.

“…

Questa particolare emergenza sanitaria ci impone alcune riflessioni che mi permetto condividere con Lei.  L’intento è quello di avere attraverso voi un’unica voce che rappresenti al meglio la nostra categoria.

L’APES, fondata nel 1981, è in Italia la prima associazione di categoria del settore, il cui scopo sociale è la Promozione e Formazione nel settore pizza in Italia e all’estero.

A.P.E.S. dalla sua fondazione ha promosso e contribuito in particolare all’identità del territorio e da essa sono nate associazioni regionali come l’Associazione Vera Pizza Napoletana nel 1984, l’Associazione delle Pizzeria del Veneto Orientale nel 1986, l’Unione Pizzaioli Molisani e le attivissime associazioni del territorio romagnolo. A seguire molte altre organizzazioni di ristoratori sono state rappresentative più di province.

Da parente povero della ristorazione italiana, sino alla fine degli anni 70, oggi è il settore trainante in ogni suo aspetto, d’immagine, di comunicazione, di fatturato.

Le pizzerie non sono più ditte ad immagine familiare o individuale, sono divenute vere e proprie strategiche attività aperte a 360°, ampliando e diversificando l’offerta e la fidelizzazione del cliente con proposte innovative e in continua evoluzione. Innumerevoli le pizzerie ristorante, le pizzerie gelaterie, le pizzerie gastronomie, i pizza bar.

L’evento che ha coinvolto tutti noi, e non solo ovviamente, richiede un sostanziale aiuto in termini di partecipazione alle problematiche che comunque sono insite nel nostro settore a causa delle difficoltà di reperire personale qualificato, di tasse e tributi, di continuità di fatturato.

Frutto di una veloce indagine fra i nostri associati e affiliati, mi permetto presentare alcune proposte tenendo conto di molte possibili variabili in queste contenute.

Riassumendo le considerazioni fatteci, ci è stato evidenziato:

– La notevole difficoltà che le persone avranno a riprendere i rapporti consueti di vicinanza e frequentazioni dei locali pubblici all’aperto e al chiuso.

– L’impegno della tenuta delle distanze sicuramente sarà sollecitato, se non mantenuto in vigore, questo significherà una riduzione dei posti disponibili per il servizio.

– L’immagine di pandemia italiana influirà notevolmente sulle scelte future dei turisti stranieri: anche le precauzioni sanitarie che a seguire verranno richieste vanificheranno le nostre bellezze naturali.

– Beni strumentali come i locali e gli ambienti in affitto o di proprietà non utilizzati ma che rimangono un costo.

A fronte di queste segnalazioni, chiediamo e suggeriamo di prendere in considerazione:

– L’annullamento del contributo IMU per il tempo non utilizzato del bene più un mese per il riassetto, la sanificazione e il riordino di attrezzature. In alternativa il costo da mettere in compensazione sulle tasse e/o i contributi.

– Annullamento per gli altri contributi comunali come tari ecc. considerato che comunque non c’è stata attività.

– Indennizzo sul fatturato relativo al medesimo periodo, in alternativa per le attività stagionali, un contributo forfettario sui lavori e gli impegni già presi per la riapertura stagionale.

– Allungamento degli ammortizzatori sociali.

– Ripristino dei voucher.

– Crediti agevolati da parte degli istituti finanziari.

– Valorizzazione con campagne pubblicitarie della produzione e uso dei prodotti tipici dei territori italiani.

Sicuro di aver interpretato al meglio, e trascritto in questi pochi punti tutte le considerazioni raccolte da tutti i nostri associati mi permetto di aggiungere anche un grazie al nostro Paese che combattere nell’affrontare una situazione così unica, pericolosa e drammatica.

Confidiamo nella fiducia del Governo Italiano nel sostenere quello che è uno dei “motori” della nostra economia considerando l’intero capitale investito un trampolino di lancio per un nuovo fiorente futuro economico.

…”

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